sabato 29 agosto 2026 - 11:24
La libertà nell’Islam

Nella visione islamica, la libertà non è un valore assoluto né un fine in sé, ma un mezzo al servizio della crescita, della perfezione spirituale e della giustizia.

Agenzia Hawzah News – La libertà è uno dei valori più discussi e rivendicati dall’essere umano. Ma che cosa significa davvero essere liberi? È sufficiente poter fare tutto ciò che si desidera oppure la vera libertà richiede qualcosa di più profondo? La visione islamica offre una risposta che supera l’idea della libertà come semplice assenza di vincoli, riconducendola invece alla scelta consapevole, alla crescita dell’essere umano e alla sua liberazione da ogni forma di schiavitù, esteriore e interiore. In questa prospettiva, il Corano afferma con chiarezza l’assenza di costrizione nella religione:

﴿لاَ إِکْرَاهَ فِی الدِّینِ قَد تَّبَیَّنَ الرُّشْدُ مِنَ الْغَیِّ فَمَنْ یَکْفُرْ بِالطَّاغُوتِ وَ یُؤْمِن بِاللّهِ فَقَدِ اسْتَمْسَکَ بِالْعُرْوَه الْوُثْقَىَ لاَ انفِصَامَ لَهَا وَ اللّهُ سَمِیعٌ عَلِیمٌ﴾

«Non c’è costrizione nella Religione: la rettitudine si è ben distinta dall’errore. Ebbene, chi nega fede al Ṭāġūt [ogni cosa adorata od ubbidita in luogo di Dio] e crede in Dio, si è invero attenuto alla ‘Presa Salda’, che non si rompe mai. Dio è Colui che ascolta e sa [tutto]»[1]

Dio non ha costretto nessuno ad accettare la Sua religione e, fin dal primo passo, ha chiesto agli esseri umani di cercare, con un pensiero libero e profondo, la via migliore per la crescita e la perfezione del proprio corpo e del proprio spirito.

La religione islamica attribuisce grande valore alla libertà, al suo ruolo nella crescita della capacità di pensiero e di scelta dell’essere umano e nel miglioramento delle condizioni delle società. Il Corano incoraggia gli esseri umani ad ascoltare tutte le parole e a scegliere le migliori, affinché siano liberi nella scelta della propria via:

﴿الَّذینَ یَسْتَمِعُونَ الْقَوْلَ فَیَتَّبِعُونَ أَحْسَنَهُ أُولئِکَ الَّذینَ هَداهُمُ اللّهُ وَ أُولئِکَ هُمْ أُولُوا اْلأَلْبابِ﴾

«Coloro che ascoltano le parole e ne seguono il meglio. Quelli sono coloro che Dio ha guidato, e quelli sono i dotati di sano intelletto»[2]

Il significato della libertà e gli ostacoli che ne limitano l’esercizio hanno spinto molti pensatori alla riflessione, alla critica e al confronto di opinioni.

La libertà, intesa come totale assenza di vincoli e di ostacoli sul cammino dell’individuo e come possibilità per ciascuno di fare tutto ciò che desidera, non è mai stata considerata un valore da alcuna scuola, cultura o dottrina filosofica e sociale. Non si può infatti difendere una concezione della libertà che si traduca nella dissolutezza e nella totale assenza di limiti. Se infatti ipotizziamo che, nella società umana, ogni persona sia libera di fare qualunque cosa desideri senza alcun limite, questa stessa libertà finirebbe naturalmente per limitare quella di molti altri, privandoli della sicurezza, della serenità e appunto della possibilità di vivere liberamente. Dunque, una libertà umana in senso assoluto non è possibile.

Per limitare la libertà assoluta, gli esseri umani hanno stabilito delle leggi; ma anche queste sono il frutto dei desideri, delle aspirazioni e delle inclinazioni delle persone, poiché nelle società civili e democratiche è la maggioranza a determinarle, ritenendo giusto ciò che considera un bene. Tuttavia, la bontà di una legge non coincide necessariamente con la sua conformità ai valori umani. Sono infatti i desideri e le aspirazioni della maggioranza a dare origine alle leggi e all’ordinamento, che delimitano le libertà pubbliche entro determinati confini. Pertanto, gli ostacoli all’esercizio della libertà possono provenire tanto dall’esterno dell’essere umano quanto dal suo stesso interno. Da un lato, limiti come quelli imposti dalle leggi possono essere considerati ostacoli positivi; dall’altro, il potere dei colonizzatori e degli oppressori, le discriminazioni e le ingiustizie, che privano gli individui più deboli e sottomessi della loro libertà, costituiscono ostacoli negativi.

Accanto agli ostacoli esterni, esistono anche ostacoli interiori, e nelle religioni divine vi sono numerosi insegnamenti riguardo a questi impedimenti interni alla libertà dell’essere umano: caratteristiche che lo trascinano verso la debolezza, l’umiliazione, la sottomissione e l’inattività; morali corrotte, passioni, egoismi, rancori e desideri vani; in sintesi, tutte quelle forze interiori che lo distolgono dalla crescita e dalla perfezione spirituale. Perché una persona sia davvero libera, non basta che non sia sotto il dominio di un altro essere umano o di un governo tirannico, ma è necessario che non sia neppure sotto il dominio delle proprie forze negative. L’essere umano che, a causa della debolezza, della paura, dell’avidità, della cupidigia e delle passioni carnali, si vede costretto a limitare la propria crescita spirituale, in realtà non è libero.

Pertanto, il primo e più alto significato della libertà è la liberazione dello spirito umano dalle passioni, dai vizi e dai vincoli materiali ed egoistici. Dal punto di vista dell’Islam e delle altre autentiche religioni divine, l’uomo libero è colui che non è prigioniero dei propri desideri e delle proprie pulsioni egoistiche.

Dal punto di vista del Corano, l’essere umano è una creatura che, innanzitutto, è libera nella scelta della via della guida e della propria religione. Nel terzo versetto della Sura al-Insān, dopo aver descritto l’uomo come dotato di udito e vista, afferma:

﴿إِنَّا هَدَيْنَاهُ السَّبِيلَ إِمَّا شَاكِرًا وَ إِمَّا كَفُورًا﴾

«In verità, Noi gli abbiamo indicato la [Retta] Via, grato od ingrato»[3]

In base a questo nobile versetto, l’essere umano è libero di scegliere questa via: ha la facoltà di accoglierla oppure di rifiutarla. Pertanto, una delle caratteristiche fondamentali dell’essere umano nella determinazione del proprio destino è proprio la libertà.

L’essere umano è stato creato in modo tale da poter cambiare il proprio destino ogniqualvolta lo desideri. Per questo, la legge divina stabilisce che, finché le società umane non cercano di cambiare la condizione della propria vita, Dio non apporterà alcun cambiamento in essa:

﴿إِنَّ اللَّهَ لَا يُغَيِّرُ مَا بِقَوْمٍ حَتَّىٰ يُغَيِّرُوا مَا بِأَنْفُسِهِمْ﴾

«In verità Dio non cambia ciò che v’è in una gente finché essi non cambiano ciò che v’è in loro stessi»[4]

Poiché l’essere umano, per sua natura, conosce il bene e il male e sa distinguerli l’uno dall’altro e, riflettendo sulle azioni, sui comportamenti e sulle vicende della vita, può discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, egli è in grado di determinare liberamente il proprio destino individuale e sociale. Dio, nella Sura al-Shams, dopo aver giurato sul sole e sulla luna, sul giorno e sulla notte, sul cielo e sulla terra, giura sull’anima umana e afferma:

﴿فَأَلْهَمَهَا فُجُورَهَا وَتَقْوَاهَا﴾

«E le ha ispirato la sua empietà e la sua pietà»[5]

Pertanto, nel pensiero divino e islamico, la libertà non è un valore assoluto, bensì relativo; ciò significa che non costituisce un fine in sé, ma un mezzo. Essa acquista significato in relazione ad altri concetti, quali la crescita, la perfezione, il compimento delle buone azioni e l’attuazione della giustizia. La libertà è dunque uno strumento al servizio della crescita e della perfezione dell’essere umano, della società, dello Stato e dell’ordine internazionale.

Note

[1]. Corano: Sura al-Baqara (2), versetto 256.

[2]. Corano: Sura al-Zumar (39), versetto 18.

[3]. Corano: Sura al-Insān (76), versetto 3.

[4]. Corano: Sura al-Raʿd (13), versetto 11.

[5]. Corano: Sura al-Shams (91), versetto 8.

A cura di Mostafa Milani Amin

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